<---- Fiero di essere molese, sindaco apprezzo il suo metodo di affrontare i problemi importanti prima di quelli che sembrano urgenti. D.M.

Campagna 2010


OPERAZIONE VERITA'

gestione


Probabilmente non avrò coltivato l'affabilità della gente, ma certamente in coscienza non ho voluto seminare superbia …. mi sono sforzato di essere me stesso sempre, forse con i miei tanti difetti e pochi impercettibili pregi, ma sforzandomi di garantire a chiunque e sempre, diritti, onestà e coerenza. Mi sono impegnato per servire un solo padrone, il mio paese, la nostra città, battendomi per la sua gente e lavorando per le sue pietre, non risparmiando nulla di me e sottraendo tutto alla mia vita privata.

Da quando mi fu offerta l'opportunità di essere utile al mio paese, molti conoscenti ho perso per non aver appagato le loro personali aspettative e veri amici guadagnato che hanno compreso, condiviso e sostenuto il mio lavoro nell'interesse di “tutti” … e intanto il bianco ha sostituito il rosso.
Guardo indietro, pur non essendo abituato a farlo, e con gli occhi della coscienza vedo e rivedo il lavoro svolto …... e sento quella serenità che nasce dalla convinzione di aver dato il massimo possibile di me: di più non avrei potuto.
Sento il privilegio e la fierezza di rappresentare il mio paese e la sua gente e il peso e la speranza di poterne essere degno e a questo ho dedicato tutti i miei sforzi.
Insieme a tanti, collaboratori, sostenitori, amici e conoscenti, abbiamo dimostrato che può esistere un reale progetto di cambiamento per la città.
Un progetto che parte da un sogno, il sogno di vivere in una città senza case e gente di periferia, una città sana in cui la dignità degli spazi si accompagna alla dignità delle persone che li abitano, una città in cui si possa costruire un'aspettativa di futuro che veda i nostri giovani avanzare verso nuovi e più moderni orizzonti e i nostri anziani garantire loro radici salde nella cultura delle nostre più sane tradizioni.
Una città in cui la fierezza e il senso di appartenenza della sua comunità superi la rassegnazione, i pregiudizi ed i retaggi della sua storia, spesso fatta di contrapposizioni di parte, invidie sociali e personali e principalmente paura, una pericolosa anche se comprensibile paura del cambiamento.
Ma chi non ha il coraggio del cambiamento, inteso a migliorare le condizioni di vita ed essere cosi orgogliosamente costruttori di avanguardia, modernità, bellezza, innovazione, progresso cosa lascerà ai suoi figli, alle nuove generazioni? La storia e la tradizione devono coniugarsi all’innovazione per permettere ad ogni generazione di conservare le radici culturali ed i segni del proprio passato, ma anche di apportarne contributi e miglioramenti con il proprio ingegno, creatività e amore per il bene comune.
Noi abbiamo scommesso su quel coraggio e, sono convinto anche chi, per ragioni solo di parte o di partito preso, ha contrastato o contrasta per deve farlo. Ma nel proprio cuore sa che quel cambiamento è un bene superiore e più nobile delle prese di posizioni che spesso non sono personali, ma sono strumentali solo all’attacco di una parte, perché deve essere cosi! Ma tutti, anche costoro, conoscono la fatica, l’onestà, la passione e condividono in se stessi l’obiettivo comune: fare di questa città il nostro orgoglio. Ma capisco che, in questo momento, riconoscere tutto questo, non conviene!
Ma nonostante ciò quel sogno comincia ad avverarsi e le sue opere a realizzarsi, forse differenti da come le avevamo “sognate” ma concrete e reali e quindi vere: non c'è sogno migliore di un'opera realizzata.

Sogno, Progetto, Città spesso non fanno rima con consenso e se (alcuni) (in tanti) considerano l'amministrare la “cosa” pubblica un mero e semplice esercizio di potere, chiunque di loro o di noi, prima o poi si trova difronte una scelta: lavorare per una elezione o per una generazione.

Io la mia scelta l'ho fatta quando ho deciso di percorrere la strada più difficile: progettare e realizzare il cambiamento per le generazioni future. Una felice e meritata concomitanza di opportunità uniche e irripetibili altro non chiedevano che di essere colte e concretizzate; Ciò è avvenuto e sta ancora avvenendo e dovrà ancora avvenire, sia pure nella estrema complessità delle burocrazie, comunali, regionali, statali e comunitarie, delittuoso sarebbe stato per noi perderle. La nostra città sta cambiando, adesso è prevalentemente il disagio dei suoi lavori a ricordarcelo, ma non è difficile immaginarne l'esito positivo e unico al termine dei cantieri.

Sogno, Progetto, Città, spesso non fanno rima con la propria vita privata e se i risultati esaltano, il sacrificio spesso scoraggia, e a volte mortifica ….. Don Tonino Bello direbbe: “ …. e non lasciatevi cadere le braccia quando nonostante il vostro impegno personale improntato a trasparenza e rettitudine, vi vedete destinatari di sospetti da parte di chi, non comprendendo la vostra fatica, spara nel mucchio anche con raffiche ingenerose di luoghi comuni. Non demordete: la coerenza paga, anche se in ritardo. Paga l'onestà. E la speranza non delude.”
Queste sante parole mi hanno accompagnato in questi faticosi ma entusiasmanti anni in cui la sorte e molto impegno, mio e di tanti insieme a me, hanno permesso di restituire quello che alla nostra città spettava: la dignità.
Una dignità fatta di unicità e identità, sacrificata spesso negli anni sull'altare degli egoismi personali e settoriali.
Il lavoro di tanti in questi più recenti anni, ha riconsegnato alla collettività il testimone di se stessa, e messo nelle mani della sua gente la sorte del proprio futuro.
In questo momento di consultazione elettorale, non è dunque la sorte dei candidati ad essere in ballo, quanto le loro idee, i loro progetti, le loro proposte per una città migliore e le loro capacità di realizzarle.
Ognuno di voi, care concittadine e concittadini, attribuendo la propria fiducia, si senta artefice del proprio futuro e di quello dei figli di tutti.

Con l'affetto di sempre

Nico Berlen

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